ARIANNA HUFFINGTON #iabforum
giovedì 13 ottobre 2011
[Livetweet] IAB FORUM 2011 – 12 ottobre – The New Normal (3)
ARIANNA HUFFINGTON #iabforum
Livetweet IAB FORUM 2011 – 12 ottobre – The New Normal (2)
giovedì 29 settembre 2011
Google + e PLUSer senza valore aggiunto
La rete chiacchiera a sfinimento su Google +. La massa lo fa per attirare traffico al sito, sono in pochi quelli che ne parlano perchè lo usano realmente. Ancora meno discutono sui dettagli del funzionamento. Gli sviluppatori si divertono sui tecnicismi, i SEO lo osservano senza troppe attenzioni, ma per me ancora non ci siamo!Lo uso poco, è vero. Non avrei questa grande esperienza nel criticarlo, ma già per il semplice fatto che dovrei aggiungere di nuovo tutti i contatti (cerchie), e non poter importare feed da siti esterni, già per questi 2 costi di cambiamento, per me è inutile.
Sarà pure aperto a tutti, libero da inviti, 50 milioni di utenti in giro di boa, il +Tu per invitare gli amici. Avrà anche più servizi, i conclamati videoritrovi, il +1 al lato dei siti nella pagerank di google, la funzione search, ma questo non è Valore Aggiunto. Cioè potrebbe esserlo ma ancora gli utenti di G+ e le varie cerchie di Mr Plus sono limitate. I pluser (mi piace chiamarli così) sono heavyuser, e la coda lunga non si avvicinerà tanto facilmente al social network. Non per ora. E' troppo impegnata a condividere spazzatura su Facebook.
Io credo che G+ sia quasi una replica, una noiosa copia frutto di un follower che dovrebbe fare molto di più e che invece non può competere con un leader ormai troppo conosciuto, piaciuto, condiviso, popolato e esageratamente diffuso!
Quindi ribadisco che la battaglia col Blu è persa in partenza. Mi piace Gianluca che scrive "L’anagrafe ufficiale di internet è già stata fatta, basta così." Per me è abbastanza!
Vi lascio qui alcune pietre miliari sul confronto tra FB e G+ di minimarketing:
[...] Quella che poteva essere una blue ocean strategy si è sedimentata, probabilmente a furia di politiche interne, in una red ocean strategy, in una futura battaglia di trincea contro il grande nemico, tesa a strappargli a uno a uno i 750 milioni di utenti del 2011. Una battaglia impossibile: di Facebook ne è riuscito uno, punto, go away. [...]
[...] Facebook è relazioni, Google interessi. E invece Google vuole giocare sulle relazioni, in cui Facebook gioca in casa. [...]
L'ultima è la mia preferita!
Qual è il futuro? Il sondaggio è partito.
Magari mi sbaglio, ma secondo me è solo un must per Google. Esserci perchè gli altri ci sono. Avere un proprio social network perchè gli altri ce l'hanno. Sarà una semplice estensione del business attraverso AdSense e AdWords e altri strumenti che verranno!? Oppure funzionerà!? Resto dell'idea che non funziona! ...ma magari mi sbaglio!
martedì 27 settembre 2011
social blogging e crescita del business
2. Condividi esperienze e informazioni (personali, reali).
3. Tieniti aggiornato e pieno di argomenti (confusionario).
4. Incoraggia l'interazione e i feedback (dialogaore, like, +1).
5. Usa programmi e apprlicazioni aggiornate. (non essere tecnoleso)
6. Rendi il tuo blog un nodo centrale della rete (pioniere di successo)
8. Mettici del tuo, in tutto! (puro copywriter)
venerdì 1 luglio 2011
G+ prime impressioni su Google plus
I primi fortunati (o influencers) ci sono già dentro, la massa attende gli esiti dei test, Simone ieri mi ha detto: io non ci sto più dietro! Sono troppi sti social media!hai perfettamente ragione amico mio! Bisogna organizzarsi!
Intanto una domanda: l'esclusività d'accesso porterà al successo di G+ come nel caso di GMail?
Michele usa friendfeed per chiedere l'invito ad amici generosi. Luca via twitter: He's in!
Generare curiosità alimenta il passaparola (quello vero), soprattutto on line. Alcuni hanno iniziato a dare i primi pareri come Luca Dello Iacovo del sole24ore, altri li aspettano, un po' come me.
Secondo la mia esperienza sarà difficile contrastare l'avanzata di FB, anche perchè l'utente medio e medio/basso ormai è già su FB e non ha una gran voglia di entrare e in altri social. Oppure se lo fa, è un curioso ma non avrà la costanza di aggiungere friends, aggiornare il profilo e condividere info/link/video/status/il nulla anche in altri social. Ha già FB!!
G+ farà strada con i pionieri, gli addicted della rete.. o come Maistrello li chiamava "la parte abitata della rete", ma poi.... si propagherà come l'"ideavirus" di Seth Godin?
Insomma io la vedo dura. Addirittura c'è chi come Felter, non lo definisce neppure un social network. Quindi...?! aspettiamo l'invito e testiamo Google plus.
venerdì 10 giugno 2011
Social Media Strategy vol. 3
A pomeriggio provo a buttar giù alcune riflessioni personali.
mercoledì 1 giugno 2011
Social Media Strategy vol.2
martedì 31 maggio 2011
Social Media Strategy
martedì 24 maggio 2011
Come diventare "Latin Lover Brands"
via youmark
Le aziende del mondo si mostrano ancora caute nell'approccio ai social media come leva per rafforzare il proprio brand e quindi il rapporto con i consumatori. E' quanto è emerso dalla nuova indagine internazionale e italiana 'The Language of Love in Social Media', condotta da Firefly Millward Brown e presentata ieri a Milano.
Con questa indagine qualitativa Firefly Millward Brown si è proposta di analizzare il tema dell'impatto che i social media hanno sulla percezione e co-costruzione del brand. L'obiettivo è stato quello di evidenziare da una parte com è vissuta dai consumatori la presenza dei marchi nei social media e dall'altra in quale modo il brand può cogliere le potenzialità del web 2.0 per attivare nuove positive relazioni con consumatori.
Stando all'analisi, i brand globali non hanno chiaro come essere presenti in questo nuovo scenario per ottenere un coinvolgimento del consumatore e incidere sulle sue motivazioni all'acquisto. Inoltre, il carattere democratico dei social media rende questo ambiente potenzialmente minaccioso per le marche.
Il titolo dell'indagine, The Language of Love in Social Media, vuole indicare che le interazioni tra brand e consumatori, innescate e vissute all'interno dei social media, vanno immaginate come una relazione analoga al corteggiamento ed allo stabilirsi di un legame affettivo solido.
Anche in Italia il rapporto che si determina tra brand e consumatore può essere descritto nelle quattro fasi del corteggiamento: romance, che si focalizza sulla scoperta della marca e sulla nascita di un'attrazione verso di essa; familiarization, che consiste nell'avvio della relazione con la marca; power struggle, che consolida ulteriormente la fiducia nel marchio; stability, durante la quale si arriva a percepire il brand come un amico.
Se le aziende italiane condividono con il resto del mondo l'aspetto di prudenza nei confronti di questi nuovi strumenti web, il loro orientamento appare però più positivo ed ottimista. La percezione delle opportunità, come ad esempio la possibilità di personalizzare la comunicazione con il proprio target di riferimento, prevale infatti sia sullo scetticismo indotto dall'ansia di non padroneggiare la situazione che sui tatticismi ispirati da opportunismo.
Fondamentale importanza in questa fase è stata attribuita all'individuazione da parte delle aziende di regole condivise per agire in questo ambito in modo sicuro. Per le aziende italiane coinvolte nell'indagine, i quattro capisaldi su cui fondare la presenza del proprio brand all'interno dei social media sono trasparenza, rispetto, disponibilità e autorevolezza.
