mercoledì 17 giugno 2009

Fiorino o Carlino?

via il sole 24 ore

Brasile, Russia, India e Cina: «No a dollaro moneta mondiale»

16 giugno 2009. I capi di stato di Brasile, Russia, India e Cina, riuniti oggi a Ekaterinburg (Russia) per il loro primo summit, hanno chiesto una sistema monetario internazionale «più diversificato», e quindi meno ancorato al dollaro.
«Noi pensiamo che sua veramente necessario avere un sistema stabile di valute, affidabile e maggiormente diversificato», si legge nel comunicato finale del vertice. Una nuova architettura del sistema finanziario ed economico dovrebbe essere basata su «una capacità decisionale e su processi di realizzazione presso le istituzioni finanziarie internazionali». I paesi Bric hanno sottolineato un impegno a portare avanti «la riforma delle istituzioni finanziarie internazionali per riflettere i cambiamenti nell'economia mondiale».
La conseguenza immediata sui mercati dopo questi commenti è stato una calo della divisa Usa sull'euro. Duro l'intervento del premier russo Dmitri Medvedev: «Dobbiamo rafforzare il sistema monetario internazionale», ha sottolineato il leader del Cremlino. «Non solo la posizione del dollaro, ma anche la creazione di nuove valute di riserva, e forse, in ultima analisi, la creazione di divise sovra-nazionali, nuovi mezzi di pagamento e metodi di calcolo». Messaggio reiterato più volte in passato, ma che acquista nuovo spessore politico davanti a un pubblico così solido, vasto e differente rispetto ai tradizionali leader dell'economia mondiale. «L'economia non può funzionare, se gli strumenti finanziari sono denominati in una unica valuta. Una simile situazione è osservabile attualmente», ha aggiunto Medvedev.

lunedì 15 giugno 2009

Il BRIC lancia la sfida al dominio dell’Occidente. Ecco come Brasile, Russia, India e Cina cambieranno le cose

via indika

Mosca, 15 giugno 2009. Potenze emergenti a confronto a Yekaterinburg, per continuare a ‘trainare’ l’economia mondiale oltre la crisi. Sono i leader di Brasile, Russia, India e Cina (denominate BRIC), a sedere in queste ore attorno ad un tavolo nella metropoli russa, per discutere delle principali problematiche di questo XXI secolo. In cima alla lista dell’odg, figura la necessità di “ripensare il sistema finanziario” considerato alla causa della crisi economica, incombenza seguita dalla volontà di ridurre la dipendenza dal Dollaro USA, mettendone in discussione il ruolo di moneta globale. “La buona notizia è che le nazioni ricche sono in crisi, e che i paesi emergenti stanno dando un netto contributo per salvare l’economia e, di conseguenza, salvare le nazioni ricche”, ha dichiarato il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva nei giorni scorsi, aggiungendo in merito ai paesi più progrediti, “non sono gli unici a contribuire alla produttività mondiale, e nemmeno ai consumi”. Ecco spiegato perchè, secondo Lula e gli altri leader del BRIC, è necessario rivedere la geografia politica e degli scambi mondiali.

La realtà dei fatti è questa: quelle che fino a pochi anni fa potevano passare come sparate pretenziose, alla luce dei fatti e dei numeri odierni paiono più che realistiche. Lo dimostra il fatto che, oggigiorno, Brasile, Russia, India e Cina contribuiscono per il 15% dei 60,7 trillioni di dollari dell’economia globale, con un trend di crescita che secondo Goldman Sachs in 20 anni porterà il BRIC a surclassare i paesi del G7, mentre la Cina conquisterà il primato di maggiore economia del pianeta subentrando agli Stati Uniti. Tanto basta a dare impulso a nuove correnti di pensiero, che vorrebbero ridisegnare la mappa geopolitica e geoeconomica globale, e il summit in corso in questi giorni è la prova di come una speculaizone filosofica stia prendendo forma e concretezza nella volontà delle quattro maggiori potenze emergenti, e c’è da scommetterci, sta scuotendo anche la pretesa di intoccabilità dell’Occidente.

Tra i principali temi trattati a Yekaterinburg ci saranno:

- reazione alla crisi finanziaria

- alternative al dollaro USA

- riserve monetarie

- la politica del G20

- sicurezza alimentare

- sicurezza energetica

- non proliferazione nucleare

sabato 13 giugno 2009

In India nuovo reality: si sceglie il marito e lo si sposa in tv


Scegliere la persona, anzi il marito, con cui trascorrere il resto della vita insieme è una pratica normalissima in gran parte del mondo. Non è così usuale invece per le ragazze indiane, le quali sono costrette ad "accettare" l'uomo imposto dalla famiglia. [quasi come in Italia]

Ecco che allora l'attrice indiana Rahki Sawant ha deciso di lanciare una forte provocazione in tv, proprio in India: in pratica parteciperà ad un reality show he la seguirà dalla ricerca del marito fino alle nozze di fronte la telecamera. Quasi come l'italianissimo "uomini e donne", con la differenza che sul trono le donne ci vanno ripetutamente, fino a che non trovano l'uomo giusto.

E' stata la stessa attrice indiana a proporre questo tipo di prodotto alla Ndtv Image, una tv indiana, e gli autori del programma sperano in tal senso di sensibilizzare le donne indiane, per far sì che loro prendano coscienza di un loro diritto.

A contendersi la mano della bella attrice saranno 15 persone, e per poter partecipare basta essere maschi, avere almeno 21 anni e non avere precedenti penali.